giovedì, 15 ottobre 2009

(Se la storia fosse un telefilm saremmo tutti incollati allo schermo).

 

Stagione 1 (episodi 449-1066): I sassoni

 

La stagione inizia con la decisione dei Britannici di assoldare due sicari, i fratelli Hengist e Horsa (con quei nomi non gli restava altro da fare).  I due lottano contro chiunque gli passi davanti (scozzesi, romani, irlandesi..). Alla fine decidono che nella lovely non si sta poi così male, ammazzano i British e ci restano (da allora i Britannici sono soliti chiedere molte referenze prima di assumere qualcuno).

 

Alla morte dei fratelli prende il posto Aelle e qualche anno dopo il terribile Offa, che manda costruire una diga di separazione con il Galles profonda 20 metri e lunga 270 km (si vede che non gli piacevano proprio questi Gallesi).

 

Dopo Offa un altro re, Alfredo il Grande, (forse c’era anche un Alfredo il Piccolo ma non compare in questa stagione) riesce a mantenere per un po’ a bada i Vichinghi, che se ne stanno buoni nel nord dell’isola e non si vedono nelle successive puntate.

 

Il momento clou della stagione arriva quando Alfredo muore e suo figlio diventa re. Il ragazzo, (che avrebbe beneficiato di un po’ di Anger Therapy) si sfoga ammazzando qualunque cosa gli passi davanti, dietro o di lato. Durante le sue puntate i Sassoni si espandono su tutta l’isola.

 

Colpo di scena. Ritornano i Vichinghi! Sono un pochino arrabbiati e quando i Sassoni decidono di bruciare le loro capanne (con mogli e figli dentro) diventano furiosi (e infatti non si fa). I Sassoni tentano di corromperli con oro ma i Vichinghi non ci stanno.

 

La stagione finisce come al solito con un crescendo di guerre, violenza e sangue. Nell’ultima puntata (attenzione, spoiler!!) Guglielmo il Conquistatore arriva coi normanni e per i Sassoni è il c’est fini.

 

Scelte di regia:

La novità di questa stagione è che il regista (in un evidente tentativo di salire sul carro del successo di Harry Potter) introduce per qualche episodio scene di fantascienza, con protagonista un re di nome Artù, spade magiche e stregoni. Sono appunto personaggi inventati che spariranno presto, forse per questioni di budget.

 

Nota: In questa stagione i protagonisti cambiano di continuo anche perché in pochi sopravvivono al 25simo compleanno. Le malattie sono tante e tremende, e vengono trattate in maniera peculiare. Sulle ferite di guerra si strofina cacca di cavallo e sulle ossa rotte un mix di farina e latte. I pazzi vengono colpiti ripetutamente con la pelle di un delfino e la cura per la calvizie consiste in bruciare api e strofinare sul capo le ceneri. Esiste anche la cura contro il mal di testa causato da moglie chiacchierona, i mariti devono prendere ravanelli prima di andare a dormire (se lo sente il mio Mr fa una scorta di 5 chili….).

Questa stagione è anche povera di personaggi femminili. Molte donne finiscono sotterrate vive insieme ai mariti, (è abitudine aggiungere moglie, schiavo e cane nella tomba dei guerrieri, non sia mai si annoiano) e alle adultere vengono tagliate orecchie e naso.

 

 

 

Pubblicità (da leggere con voce autorevole e un po’ inquietante): “Non gli bastava una moglie, Nè due. Nè sette. Per un figlio maschio avrebbe fatto di tutto. SoBritish presenta una storia di segreti, conquiste e vendette. Con Enrico VIII. Ana Bolena. Jane Seymour e con Clemente VII nel ruolo del Papa. England History: I Tudor. Presto su tutti i vostri schermi.

 

postato da: nuriape alle ore 16:50 | Permalink | commenti (22)
categoria:history of england
lunedì, 05 ottobre 2009

 

Bisogna presupporre che l’estate sia finita (e che anche quest’anno il suo TomTom non abbia saputo portarla fin qua). Il freddo aumenta e la mattina migliaia di famiglie già esaurite interpretano a malavoglia il canto del ritorno a scuola, quello col ritornello “Mangia i Cheerios”: “-Lascia stare il compito di tua sorella!-Mangia i Cheerios! –No, non puoi portare il catetere del nonno a scuola! –Mangia i Cheerios! -Qualcuno ha visto il gatto?! –Mangia i Cheerios!!-Fa niente, vai con le calze spaiate!, -Mangia i Cheeriooooos!”

 

Mr. Brown vive il ritorno a scuola con notevole ansia. Vedere i bambini in poliestere, cravatte e zaini di Upsy Daisy lo riporta nel tempo al suo periodo nero. Prima dell’arrivo dell’ortodonzia a rate i denti di Mr. Brown erano così orizzontali che sua madre era solita appoggiarci la cup of tea mentre guardavano la tele (beh, not really, ma vi fate un’idea). Per questo motivo Mr. Brown fu bullato tutta l’infanzia in maniera sistematica.

 

Purtroppo il fenomeno del bullismo è molto radicato nella cultura British e prima o poi colpisce tutti. Perfino il principe Carlo ebbe un’infanzia d’inferno in collegio, dove veniva soprannominato Jug (brocca) Ears (un soprannome dal sapore neorealista). Il bullismo nella lovely raggiunge spesso estremi inquietanti e i bambini grassottelli o con occhiali tornano a casa pestati a sangue o completamente nudi. Per mitigare gli effetti il governo ha dovuto creare un programma di home schooling che da ai genitori di questi bambini il diritto di educarli in casa (si calcola che quest’anno resteranno a casa più di 40.000).

 

Il sistema scolastico inglese è complicatissimo. I genitori che lo capiscono utilizzano con nonchalance termini come SATS e GCSE e a sentirli parlare sembra di essere in una puntata di 24, in mezzo a Chloe e tutto lo staff del CTU. La scuola privata viene chiamata scuola pubblica e, fatto ancora più sconcertante, ogni tanto (in media ogni sei settimane) arriva il midterm, ovvero chiudono tutte una settimana intera. I bambini restano a casa e gran parte delle mamme, impossibilitate a chiedere così tante ferie di continuo, pure.

 

C’è una cosa che a Mr. Brown piace di questo periodo. Inizia anche la stagione delle skool parties, le feste dove tutti indossano le uniformi scolastiche (diventati sexy grazie a Britney Spears pre-Soldato Jane). Con l’arrivo di Facebook le Skool parties sono aumentate e adesso si fanno con i veri ex compagni di scuola (quelli con cui non hai mai spartito niente ma che ora ti inondano di tazzine di caffé e pasticcini virtuali). Queste feste sono la cosa più triste al mondo (superate soltanto dalle lezioni notturne di chimica della Rai). Donne di mezz’età che insistono in indossare l’uniforme del tempo che fu si presentano con l’allora gonna scozzese che ora copre quanto una cintura e con minuscole camice i cui bottoni formano una catena di 8 da dove fuoriesce la ciccia. Queste uniformi sono evidentemente dotate di poteri magici. Chi le indossa viene trasportato nel tempo e diventa di nuovo adolescente. Così ecco le classiche scene di vomito nei bagni, di donne ubriache che piangono abbracciate mentre succhiano dalle cannucce e miagolano All by Myself, dei bellocci di un tempo, ora calvi e panzoni, che ci provano perfino con le colonne... Uno spasso. Mr. Brown però non ne perde una. Nessuno dei suoi compagni sembra riconoscerlo e la sua versione post dentista ha sempre un successone. Da queste feste Mr. Brown torna gasato e convinto che i milioni spesi in bocca siano stati spesi bene. Ma il giorno dopo dovrà aggiungere tre nuovi “amici” su Facebook e puntualmente uno di loro sentirà la responsabilità di riempirgli la casella di posta per togliergli il dubbio amletico di “Quale personaggio dei Simpson sei”. Se questo non è bullismo…

 

postato da: nuriape alle ore 16:43 | Permalink | commenti (22)
categoria:lavoro, londra, svaghi, mr brown, british etiquette
lunedì, 28 settembre 2009

Chi si aggira per qualsiasi parco londinese al mattino è solito vedere gruppi di mamme correndo mentre spingono il passeggino. A prima vista sembrerebbero tutte delle esaurite in situazione d’emergenza (donne che all’improvviso hanno ricordato di aver lasciato i fornelli accesi o la porta di casa aperta). In realtà frequentano i corsi Buggy Fit, fatti di jogging ed esercizi da ripetere mentre si spinge il proprio neonato. Sono efficaci e divertenti e anche i bimbi, che rimbalzano su e giù come se galoppassero sopra un cammello, sembrano spassarsela.

 

Le lezioni sono pesanti (livello Ufficiale e Gentiluomo, direi) e chi vi scrive perse i chili di troppo frequentandole dopo la nascita della prima figlia. Ma quando poco dopo nacque anche la seconda decisi che non avevo tempo né energie per una sfacchinata del genere.

 

La scelta invece è ricaduta su Bambino Latino.

 

Il fenomeno Bambino Latino si sta espandendo nella lovely alla velocità del punto vita dopo una peperonata. Si tratta di corsi di ballo latinoamericano uguali a tanti altri tranne che in un piccolo dettaglio: le lezioni si fanno con il neonato appeso a te da un marsupio o una fascia.

 

Alla prima lezione siamo una dozzina di mamme, tutte munite di fasce, bambino e una pancia da spianare. Ci sono bimbi di tutte le razze e misure, alcuni di appena sei settimane. C’è un solo padre, probabilmente ha sbagliato corso e ora si trova disorientato e deluso come un pidocchio nella testa di Collina.

 

L’insegnante è “latina” della Moldova (in confronto Björk potrebbe passare per una ispana caliente) ma ha l’entusiasmo e la carica di un coniglietto Duracell dopato, (abbinati purtroppo a una fastidiosissima risata simile a quella di Janice di Friends). 

 

Senza perdere troppo tempo mette Ricky Martin al massimo e comincia a dimenarsi come un’anguilla. - “Arribaaaa!!”, urla con un’energia che imbarazzerebbe Speedy González. Il bambino di fianco a me apre la bocca e prende aria. “Ecco, ci siamo, ora piange”, penso. E invece caccia fuori un urlo d’eccitazione e comincia ad agitarsi sconnesso come una pensionata che ha appena vinto al Bingo. Anche mia figlia è nel massimo dell’esaltazione. Scalcia all’aria come Kaká e agita le manine qua e là controllandomi ogni tanto con la coda dell’occhio. “-A destra mamma! A destraa! ” , sembra rimproverarmi.

 

Dopo mezz’ora le mamme british sono nel loro meglio. Lager, Earl Grey, Guiness…gli inglesi possono avere molte cose nel sangue ma di sicuro la musica non è una di loro. Eppure davanti a un ritornello si buttano anima e corpo. Finalmente una scusa per sfogare la frustrazione di giornate vissute nella pacatezza e il perenne aplomb inglese. Eccole tutte, a muoversi un pasito adelante con l’agilità di un TeleTubby e con le inibizioni e il pudore parcheggiati fuori dalla stanza.

 

Dietro di me un bebé vomita stile Esorcista dieci litri di un liquido inquietantemente simile all’Aiax Freschezza Alpina, dopodichè ride e continua a ballare come se niente fosse. Sua mamma non si è neanche resa conto, concentrata com’è nel “Uno-Dos Uno-Dos” e va avanti “A la derecha y a la izquierda” calpestando la pozzanghera di Aiax e divertendosi come mai. 

 

Cosa più strabilianti, nessuno dei bebé piange. Forse son troppo traumatizzati per aprire bocca o probabilmente stanno programmando mille e una vendetta (“aspetta a vedere cosa combino con la pappa al ritorno a casa”), ma a prima vista sembrano felici.

 

Quando la lezione finisce poso mia figlia nel passeggino. La sto ancora legando e già è crollata in un sonno profondo.

 

La sera però, mentre tento di riposare ogni fascia muscolare dolente, mia figlia, iperstimolata ed eccitata come Cinzia Leone, agita le gambe in aria e urla “Ga ga gaaaa!” fino alle tre del mattino.

 

Ma che hai fatto alla bambina? Sembra drogata!”, dice suo padre.

 

Altro che Ricky Martin. Ora ci vorrebbe una terapia soporifera. Chissà se lo trovo un corso al “ritmo” di Enya?

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martedì, 22 settembre 2009
Hello! Welcome to Sobritish. Per te che sei nuovo qui e arrivi dal blog di Grazia eccoti un po’ di links per conoscerlo meglio.


Se vuoi sapere tutto sulle case inglesi clicca qui, oppure qui, o qui.


Se ti piace il cinema o la televisione clicca qui, oppure qui, o anche qui.


Se ti interessano le tradizioni vai qui, oppure qui, oppure qui o qui.


Se vuoi prenderti una laurea in cup of tea clicca qui.


Hi! Welcome back. Per te che mi segui su Splinder da tempo, grazie mille per il tuo supporto e per i lovely commenti. Questa settimana troverai qui ben 4 post. Parleremo della moda British, dell’attività più cool del momento,  del ritorno a scuola e inizieremo una nuova rubrica sulla storia dell’Inghilterra (raccontata da me, quindi mooolto discutibile).


Thanks again. Reading that I make you smile means the world to me.  

postato da: nuriape alle ore 19:16 | Permalink | commenti (18)
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mercoledì, 16 settembre 2009
Dopo tutti questi anni avrebbe dovuto immaginarlo.


E all’invito “Domenica ti porto a fare una cosa amazing” Giuseppe doveva rispondere con un “No, thanks” a Mr. Brown.


Eppure ancora una volta il nostro Rigatone c’è cascato.


Così eccolo lì,  alle sei del mattino, insieme ad altri 4000 pazzi.


Terrorizzato.


Mr. Brown ha trascinato Giuseppe nella gara annuale del Tough Guy (il ragazzo duro). Sono arrivati all’alba nello Staffordshire, dove da anni un tale Mr. Mouse organizza la competizione (probabilmente per compensare anni e anni di prese in giro per il cognome). Il sito ufficiale della gara annuncia con grande umiltà che il fenomeno della tough guy competition:è circondato da leggende oramai mitiche e si è evoluto negli anni allo status di cult.” (!) “Lava via le lacrime della tua insignificante vita e sostituiscile col sorriso del successo.” (alla faccia della proposta)


Al loro arrivo Giuseppe, Mr. Brown e altri 4000 disgraziati vengono accolti da tutto lo staff, una ventina di Lou Ferrigni vestiti da marines e col cipiglio spiegazzato non proprio “friendly”. Al nostro povero Giuseppe è stato svelato poco e niente (“Andiamo a fare un po’ di sport, porta canotta e pantaloncino”) e ora se la sta facendo sotto.


Ok! Listen everybody” -ulula un insieme di muscoli coi denti che farebbe sembrare Big Jim un mingherlino bisognoso di vitamina B12- “Per prima cosa dovrete attraversare il campo alla vostra destra”.


Giuseppe guarda il campo. È pieno di ortiche alte due metri.


-Ma che sta dicendo quello?- sussurra Giuseppe a Mr. Brown


-“Is there any problem?”,  gli urla un membro dello staff. Rigatone lo guarda. Ha i bicipidi e le cosce così grosse che fatica a camminare e si avvicina a lui con le tipiche braccia e gambe stese di chi è completamente zuppo e ha paura di bagnare il pavimento.


Giuseppe tira fuori il sorriso che faceva a mammuzzasua da bambino quando si voleva far perdonare.


-“No, no, everything’s perfect”, risponde alzando il pollice (il che lo fa sentire immediatamente un idiota).


Il fascio di muscoli sta ancora parlando: “-Guaderete per 10 chilometri nel fango, salterete i ponti di corda, vi arrampicherete sul filo spinato e infine arriverete alla prova dell’attraversamento del fuoco”.


Rigatone sta invocando Sant’Aituzza. Cerca Mr. Brown, sparito tra la calca, e prova in vano a scappare.


-…three, two, one!! Al suono della pistola migliaia d’esaltati scattano urlando come vichinghi e trascinando Giuseppe verso il campo.


Di tornare in dietro oramai non se ne parla. Per un attimo Rigatone osserva i matti che lo circondano: al solito in questi contesti ci sono quelli che devono spingersi oltre la decenza. Di fianco a lui corre un ottantenne indossando solo uno slippino rosa cicca e sulla sinistra un gruppo addobbato con pelli di coniglio e lance preistoriche marcia grugnendo qualcosa simile al verso del cinghiale.


-Ma che sono meglio di me questi esauriti!?, pensa Giuseppe.


E all’urlo di: Curaggiu!!! comincia a correre nelle ortiche come se avesse il sedere in fiamme.


Dopo 6 ore Giuseppe arriva al traguardo strisciando, sporco fino alle gengive e con lesioni di tutti i gradi e misure.


Ma in faccia ha il sorriso da Joker e gli occhi spiritati.


-Ci vediamo l’anno prossimo!, urla minacciando a tutti. –Fatemi allenare e vedrete!


L’esaltazione di Rigatone è da finale dei mondiali. Quando arriva al parcheggio sta ancora urlando. –Io son duro, io son tosto, you’ll see! Mr. Brown! Mr. Brooown!

Mr. Brown gli fa segni da lontano. È seduto su una sedia pieghevole a bere il tè dal suo thermos


-Let’s go!, gli strilla Rigatone,  -Se arriviamo a casa entro le sei faccio in tempo ad andare in palestra.


Poi lo guarda bene. Mr. Brown è pulito e riposato come un orso post letargo.


-Ma scusa, tu non hai partecipato?


-Of course not! A me non piacciono queste cose, gli risponde un Mr. Brown compiaciuto mentre accende la macchina -Ma sapevo che tu ti saresti divertito.


Rigatone guarda il suo amico.


-Ma quanto è duci questo Mr.!, pensa commosso.

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categoria:giuseppe, svaghi, mr brown
sabato, 01 agosto 2009
Nella lovely i cani fanno “wof wof”, i gatti “meow”. (Non male, considerato che ad esempio in Etiopia i cani fanno “wesha” e i gatti “demet”).

I British spendono ogni anno 1,7 miliardi in cibo per cani e gatti (il doppio di quanto spendono per tè e caffé).

La famiglia reale odia i gatti con accanimento e ne vieta la presenza in tutti i palazzi. Amano invece moltissimo i cani Corgi dalle zampe taglia xs. I Corgi della Regina si chiamano Emma, Linnet, Holly, Willow, Brandy, Cider, Berry, Rush, Minnie e Monty.

A Londra vive una donna, conosciuta semplicemente come The Cat Lady, che salva 1000 gatti l’anno e li tiene tutti in casa finché non gli trova un padrone.

La collezione di cani impagliati del museo di Tring nell’Hertforshire comprende quasi tutte le razze di cani, dai pechinesi ai lupetti.

Il famoso storico e poeta inglese A.L.Rowse parlava regolarmente col suo gatto al telefono.

Quando i Beatles registrarono la canzone “A day in the life” Paul McCartney chiese di aggiungere alla fine uno di quei fischi udibili solo dai cani. La canzone infatti fu dedicata al suo pastore.

La custodia del gatto Marmaduke Ginger Bits fu oggetto di discussione in tribunale in una causa che costò 10.000 sterline al suo proprietario.

Il musical Cats di Andrew Lloyd Webber è basato sui poemi di T.S. Eliot. A Londra e stato nel cartellone dal 1981 al 2002. I primi investitori che aiutarono Webber ora hanno un ritorno di più del 100 per cento all’anno.

Prima di morire un ferroviere British lasciò ai suoi gatti 65.000 sterline.

Sigmund Freud aveva addestrato il suo cane a chiamare e fermare i taxi per strada.

Fino a poco tempo fa nella stazione di Paddington viveva un gatto così grasso che non riusciva a camminare e se ne stava lì a dondolare. Costava 15 sterline a settimana solo in cibo ma tutti quanti gli lasciavano donazioni in un piattino. Aveva un fan club e a Natale riceveva Christmas cards da tutto il mondo.

Ai British che hanno la pressione alta (una percentuale altissima, visto la dieta non proprio vegana) i medici della mutua consigliano come prima misura di comprare un gatto. A quanto pare accarezzarlo fa abbassare la pressione.

Clyde, un cane pastore del Norfork, è totalmente cieco. Per girare usa un altro pastore, la cagnolina Bonnie, che lo guida dappertutto.

Il gatto più longevo del mondo era British. Quando morì nel 1939 aveva 36 anni.

Per dire che piove moltissimo gli inglesi utilizzano l’espressione “it’s raining cats and dogs” (piovono gatti e cani). Il modo di dire nacque nel secolo XVII, quando molti cani e gatti annegarono durante una pioggia torrenziale. In effetti, anche se la grandine della lovely raggiunge le dimensioni delle palle da basket il giorno deve ancora arrivare in cui a chi vi scrive cade un bassotto in testa. L’espressione quindi non è da prendere in senso letterale.
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sabato, 18 luglio 2009
Quando chi vi scrive iniziò questa rubrica, chi la segue lo ricorderà, l’obbiettivo era quello di trovare le persone che meglio personificassero l’ottimismo intrinseco ai British. Bene. Sappiate subito che la persona di cui si parla oggi va oltre l’ottimismo. A lui gli ottimisti fanno un baffo, un pizzetto e un codino. L’entusiasmo di questo individuo è tale che, francamente, ti vien di chiederti se non sia solo un pazzo.

Ma mi saprete dire.

Dunque.

Quando Ben Fogle compare in televisione nel suo sottopancia (1) si legge: Ben Fogle: Adventurer. Wow, penserete, che cool! Chi non vorrebbe essere avventuriero, giusto? Fin da bambini siamo bombardati da una cultura che li glorifica (pensate a Pippi, Capitan Futuro o Scooby Doo). Ma guardando la vita di Ben Fogle vien da riflettere sui motivi di questo pericoloso complotto mondiale perché, vi assicuro, fare l’avventuriero è una sola mostruosa.

Dieci anni fa Ben partecipò a uno dei primi reality della TV. Si chiamava Castaway e si trattava di sopravvivere a Taransay, una delle isole Ebridi. Il fanciullo bruttino non è (avete già googlelato?) e si fece notare subito. In più era volenteroso, ottimista e amabile e l’intera lovely si innamorò di lui.  Ma Ben, nato in famiglia borghese e più vicino come tipo al principe William che a Taricone, decise di staccarsi dal mucchio (non proprio fine) dei famosi da reality.

E cosi pensò: “Adesso faccio qualcosa di pazzesco”. Probabilmente è andato su Wikipidea e alla voce “CoseBestiali da Fare” ha trovato The Sand Marathon. Questa maratona lungo il Sahara viene considerata una delle prove fisiche più dure al mondo e chi partecipa si allena per anni. Sono 150 km nel deserto con tanto di zaino di 20 kg alle spalle. Ben decise di provare. Peccato che non aveva mai corso una maratona in vita sua e andò praticamente senza allenarsi. Le telecamere della BBC ripresero le sue sofferenze (dallo sfinimento della corsa su una sabbia che sembrava liquida alle perdite delle unghie degli alluci). Chiunque al suo posto se ne sarebbe tornato a casa dicendo “ma chi me lo fa fare”. Ben no. Alla fine della maratona sembrava un bambino dopo la sua prima discesa da uno scivolo: “Ancoraa!!!

Ben cominciò a intraprendere mille e una avventure. E siccome i pazzi si attirano fra di loro (vedi Bossi e Maroni) anche lui trovò il suo alter ego in James Cracknell, un ex campione olimpico disposto a fare cose assurde senza perdersi d’animo. Per prima cosa decisero di farsi un giretto insieme attraversando a remi l”Atlantico. Cracknell sopravvalutò la sua formazione olimpica. Ben, essendo Ben, si sopravvalutò e basta (mai remato prima d’allora). Fatto sta che i due son partiti dopo un allenamento di soli due mesi. Una telecamera li seguì lungo tutta la traversata. C’è un momento vicino al traguardo in cui i due, completamente sfiniti e ustionati dal sole, si abbracciano e piangono disperati. Il video girò a lungo su Internet e tutt’ora rimane, nella lovely, il simbolo massimo delle capacita eroiche inglesi.

A questo punto Ben era diventato una star televisiva a tutti gli effetti. Seguirono numerose trasmissioni del genere, dove il pubblico si appassionò a Ben-Indiana Jones in spedizioni lungo l’America Latina o Ben-Tarzan in trekking infiniti.

Poi il patatrac.

Sua moglie (si,si, ha una santa che l’aspetta a casa) perse il bambino che aspettavano. E al ritorno di un trekking in Perù, mentre preparava una gara in Antartide, si scoprì che Ben aveva contratto una malattia rarissima, la leishmaniasis. Dei parassiti si stavano mangiando la sua faccia (mmm, nice! ) e se non voleva rimanere totalmente sfigurato doveva sottoporsi a una terapia durissima, più forte ancora della chemioterapia. Di solito chi riceve questo trattamento rimane immobile in carrozzina per due anni. Migliaia di British inondarono Ben di messaggi d’affetto e d’incoraggiamento. In molti lo pregarono di non partire mai più. Dopo due settimane d’iniezioni Ben era distrutto, aveva la polmonite ed era agonizzante. Dopo tre settimane i medici lo dimisero. 5 giorni dopo Ben partì con Cracknell per l’Antartide.

Proprio in questi giorni è in onda sulla BBC il programma che segue i due in questa missione. Un Ben provato e stanco affronta col sorriso condizioni e clima impossibili e anche quando una sera i medici gli annunciano che il suo naso è congelato e che rischia di perderlo lui decide di andare avanti lo stesso. E, anche questa volta, è riuscito ad arrivare alla fine. Lui e Cracknell sono rimasti secondi solo alla squadra norvegese (che non contano perché si sa, vengon fuori dalla pancia con gli sci sui piedi)

Al momento Ben ha in cantiere mille altre imprese, anche se purtroppo la sua malattia è tornata. E sua moglie è di nuovo incinta. Ora ditemi voi: è un eroe dotato di enorme coraggio o un incosciente megalomane? Per gli italiani probabilmente appartiene più al secondo gruppo ma per i British Ben personifica l’ottimismo, la sicurezza in se stessi e l’iniziativa di cui vanno tanto fieri. Voi casomai fate un favore ai vostri figli. Inculcate subito loro fin da piccini il terrore all’avventura. Avventura? Nooo! Via! cacca!

I love Ben Fogle. Don't you?


On thin ice è in onda ogni domenica su BBC1.

(1)A proposito di sottopance (si, anche chi vi scrive pensava fossero un tipo di sella finché non arrivò la Bignardi ad illuminarci d’immenso parlando con la Borromeo e spiegando che si tratta della scritta sotto il nome). Cos’è quest’abitudine globale di scrivere “opinionista” sotto la faccia di chiunque ? Chi è che non è opinionista nella vita? Perfino mia figlia di mesi sei è opinionista (ad esempio quando mi sputa gli spinaci in faccia). Per favore, se pensate di andare in televisione trovate qualcosa di più originale da scrivere. E se proprio non c’è l’avete inventatevi una parola strana che dimostri quantomeno un po’ di creatività (il trucco sta nello scrivere qualcosa a cavallo fra il nome di una supposta e un cognome turco). Chiedete a Klaus David. Il suo "massmediologo" dovrebbe ispirarci tutti.


I’m starting with the man in the mirror.
I’m asking him to change his ways.
And no message could have been any clearer:
If you wanna make the world a better place
take a look at yourself and then make a change.
Uh.

postato da: nuriape alle ore 09:36 | Permalink | commenti (17)
categoria:everybody loves
mercoledì, 01 luglio 2009
Ogni mattina alle 9 in punto il falco Hamish sorvola i campi per un’ora per spaventare i piccioni locali.

Durante la seconda guerra mondiale una bomba colpì uno dei campi, facendo saltare in aria 1200 posti (per fortuna vuoti).

Il primo inglese ad essere stato squalificato fu Tim Henman, nel 1995. Lanciò una pallina in un attacco di rabbia e colpì in pieno una delle ball girls. Andy Murray fu il primo ad essere multato per aver urlato parolacce.

Goran Ivanisevic è l’unico campione di Wimbledon il cui nome e cognome alternano vocali e consonanti (che vi devo dire, su Internet si trova di tutto).

La giocatrice più bassa della storia è stata C. G. Hoahing (bassa 1 metro e 45 cm). Sembra che qualcuno l’abbia confusa con uno degli gnomi che decorano i fiori intorno ai campi.

I grugniti più potenti appartengono a Maria Sharapova (raggiungono 101.2 Decibel).

Il record femminile di pallina più veloce appartiene a Serena Williams (202 Km per ora) e quello maschile a Andy Roddick (234 Km per ora).

Dal 2006 una legge obbliga le giocatrici ad indossare abiti totalmente bianchi e senza troppe scollature.

Durante i 15 giorni della gara vengono sistemate 64 km di corde in 2000 racchette, l’equivalente di sei interi giri intorno al campo.

L’ultima racchetta di legno fu usata nel 1987.

Le palline sono gialle solo dal 1986 e soltanto perché così si vedono meglio in televisione. Ogni pallina può restare in gioco per un massimo di 20 minuti.

Durante i campionati vengono servite tante fragole con la panna. Tantissime. L’anno scorso ben 23 tonnellate con 7000 litri di panna. Se proprio lo volete sapere, messe una dopo l’altra queste fragole occuperebbero 60 Km.

A Wimbledon ci sono 400 fra ball girls e ball boys. Per diventare uno di loro bisogna allenarsi 8 ore a settimana per 4 mesi.

Quest’anno assisteranno ai campionati 500.000 persone.
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categoria:londra, svaghi
mercoledì, 10 giugno 2009
N, Giuseppe e altri amici arrivano alla country house di Mr. Brown per passare un po’ di giorni. La casa (ne abbiamo gia parlato qui) si trova a Compton Bassett, nel Wiltshire, la zona dell’Inghilterra famosa per i cerchi sul grano.

Di giorno il gruppo va a vedere la partita di cricket locale. Ora, sappiate che dopo Rai Educational non c’è niente di più noioso al mondo del cricket. Chi vi scrive vi illuminerebbe con piacere su questo ehm...”sport” se non fosse che non ha ancora mai conosciuto nessuno in grado di spiegarglielo. Anzi, sospetta che neanche chi gioca conosca le regole. Mettetevi a correre al rallentatore travestiti da asciugamano dopo la prova Dixan ed ecco fatto, starete giocando a cricket.

La sera il gruppo prepara la tavola per la cena. Mr. Brown annuncia:

-Aggiungete un posto. Ho invitato anche il mio nuovo vicino.

-Un nuovo vicino, nice!, dice Giuseppe. È giovane? E che fa?

-Yes, giovane. È un Ufologo.

-Oh my God! Uno di quei pazzi che inseguono i parenti di E.T.?

-Exactly.  E vi dirò, è davvero ossessionato dall’argomento. Sostiene di aver visto due volte i marziani.

-Really?!, N è entusiasta. -E com’erano, com’erano? Testa d’uovo e occhi da manga stile anni 70 oppure occhi col laser e giacche senza bottoni come negli anni 80?

-Well…a quanto pare la prima volta ha visto un piccolo cubo davanti alla sua testa.

-Ma quello mi succedeva anche a me quando giocavo troppo a Tetris!, N è delusa.

-E la seconda una grande palla dorata…Ha comprato la casa qui perché questa è una zona famosa per queste cose, you know, coi cerchi del grano e tutto il resto… l’anno scorso sono stati riportati alla polizia locale 45 avvistamenti di UFO. Il mio vicino sostiene che ci sia “un’energia speciale che attira le astronavi”…

-…ecco il tuo argomento per battere la crisi immobiliare se vuoi rivendere la casa!,- ride Giuseppe.

-Mi ha detto che sta anche costruendo un osservatorio astronomico nel deserto del Nevada e che spera di essere presto sequestrato dai marziani.

-Ma allora questo fa sul serio!?

-I’m telling you. Pare abbia lasciato tutto per inseguire questa fissa, anche la sua carriera.

-Maddai? Un pazzo! E cosa faceva?

-Il cantante.

-Aaah, va be’…sarà stato un semi disoccupato, allora.

-Veramente credo che avesse abbastanza successo. But you know, io non me ne intendo molto…Quando l’ho invitato mi ha detto: Di ai tuoi amici di trattarmi da persona normale.

-E perché dovremo trattarlo come un anormale?, N è offesa.

-Insomma N,-risponde Giuseppe- a me uno che anziché la vacanza ad Ibiza sogna di farsi un giretto su un cratere tanto normale non pare.

-A me invece questi matti fan tenerezza…

Chiamano alla porta.

Giuseppe punta il dito: -Te-le-fo-no! Ca-sa!

-Please, be nice, li esorta Mr. Brown. Non voglio problems coi vicini, anche se son crazy.

-Vado io!, N si alza e va ad aprire.

Dall’altro lato della porta compare un ragazzo con una bottiglia di spumante.

-Nice to meet you, I’m Williams. Robbie Williams.

N lancia la mug di té per aria e si mete a urlare.

Mr. Brown sospira e pensa: “For God's sake, cosa gli prende alla spagnola? Mettersi a imitare la reazione di Drew Barrymore davanti a E.T… il vicino sembra seccato…ora come faccio a chiedergli di innaffiarmi il prato quando andrò in Toscana?
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categoria:home, giuseppe, mr brown
mercoledì, 27 maggio 2009
Qualche mese fa.

Mr. Brown chiama Giuseppe per invitarlo a cena.

-Ti preparerò something really special!

Davanti alla minaccia, Giuseppe trema.

-Ho bisogno del tuo frullatore.

La cosa si fa seriamente preoccupante. Il giorno dell’appuntamento Giuseppe arriva  armato di Imodium. Mr. Brown ha sistemato svariate ciotole di patatine sul tavolo e intorno alle ciotole decine di frullatori con all’interno pappe dai colori indescrivibili.

-Mi sono fatto dare i frullatori da everyone I know, e ho pensato di usare te come cavia.

-What are you talking about?-, Giuseppe sta già invocando Sant’Aituzza

-Ho avuto decine d’idee per il concorso delle Walkers.

Walkers, la marca più importante di patatine del paese ( e qui il consumo di patatine supera di gran lunga quello d’acqua) ha chiesto alla popolazione di proporre nuovi sapori in un concorso chiamato Do us a flavour (il copywriter che ha creato il nome deve aver avuto un’aneurisma dopo il tremendo sforzo creativo). I migliori verranno messi in commercio a turno insieme ai sempre verdi “sale e aceto” e “cipolla e formaggio”.  Gli inglesi voteranno ogni sapore e alla fine il vincitore resterà in commercio per sempre e chiunque l’abbia proposto riceverà 50.000 sterline e l’1% del ricavato delle vendite (altre 57.000 sterline all’anno).

-In ogni frullatore ci sono gli ingredienti dei sapori che ho creato.-Mr. Brown è entusiasta come Jonny Knoxville davanti a un burrone. -Devi pucciare la patatina e dirmi cosa ne pensi, tenendo in mente che il sapore vero sarà più attutito, of course. Cominciamo da questo,- dice allungandogli una pappa color acciaio inox.

-What is this…?!,- Giuseppe giurerebbe di aver sentito il suo stomaco implorare nooo.
 
-This is a fantastic idea. L’ho chiamata “Five a Day”. Dentro ci sono cinque verdure diverse. Broccoli, peperoni, spinaci, verza e finocchio. Cosi basta mangiare una patatina per avere le 5 porzioni di vegetali giornalieri consigliati.

-I see…E questo?-nel secondo frullatore galleggia una pappa beige.

-Qui c’è zuppa di pollo. Vera, eh? Fatta con tante carcasse frullate, mica dado!

-E meno male…

_ È la “Patatina per i malati”…si sa, la zuppa di pollo tira sù un morto.

-Mmm…next

-Questo è il mio pezzo forte. Si chiama English Breakfast. Ho pensato di frullare insieme bacon, pane e burro, uova e fagioli. Basta una patatina per cominciare la giornata in puro stile British!

Giuseppe puccia la patatina in una brodaglia color meconio che deve avere 1000 calorie per microgrammo. Appena la deglutisce sente le sue arterie otturarsi per sempre.

-Mr Brown,io credo che la Walkers cerchi sapori più sottili, che ne so… timo e aglio, rosmarino e olivio d’oliva.

-Mmmm…Dici? Not so sure…

Alla fine Mr. Brown si convince e spedisce alla Walkers un sofisticato sapore di timo e fiori di zucca.


Stamattina alle 6.



Giuseppe si sveglia di colpo. Qualcuno sta colpendo violentemente alla sua porta. Dal rumore sembrerebbe che siano venuti a chiamarlo tutti i suonatori di tamburi delle olimpiadi di Pechino.

È solo Mr. Brown. Un arrabbiato, collerico e furioso Mr. Brown.

-Read this! dice allungandogli il giornale e tornandosene a casa sua.

Sono stati proposti 1.2 milioni di sapori alla Walkers...

-!!-meglio sedersi, pensa Giuseppe.

… I sei sapori finalisti sono:
- Cajun Squirrel (patatine al sapore di stufato di scoiattolo)
- Fish and Chips (patatine al merluzzo fritto).
- Onion Bhaji  (la famosa ricetta indiana a base di cipolla fritta)
- Chilli & Chocolate
- Crispy Duck & Hoisin (anatra croccante con salsa cinese)
e…


-!!!, Giuseppe non ci può credere.

…Builder’s Breakfast (Colazione degli Operai, a base di bacon, uova, toast imburrato e fagioli).


È lui. Il sapore creato da Mr. Brown.

“…ieri è stato eletto il campione. Emma Rushin di Derbyshire con il suo Builder’s Breakfast ha vinto le 50000 sterline e la percentuale delle vendite. L’hanno votata 232.336 britannici”.

Proprio quando pensa che comincia a capire questo paese Giuseppe si sente più straniero di un Lama a Las Vegas. Riuscirà mai a perdonarlo Mr. Brown?
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categoria:giuseppe, svaghi, mr brown, british food
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